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Autobiografia di Masashi Kishimoto

IL MONDO DI MASASHI KISHIMOTO: La biografia - quarta parte


Verso la metà del periodo delle elementari cominciai a interessarmi alla costruzione di oggetti. All'inizio mi misi soltanto a fare con l'argilla i giocattoli che i miei non mi compravano, però ciò non mi bastava. Così riuscii ad avere il modellino di Gundam che mi fu comprato per capodanno. Dopo un po' scoppiò la moda dei modellini telecomandati, e naturalmente volli anche quelli. Chiamai la mia macchina telecomandata "Elephant" e le attaccai il simbolo di un elefante che avevo fatto con un pezzo di plastica (ero influenzato da un fumetto intitolato "Radiocon Boy"). Il modellino che avevo era una Pajero, e non essendo molto veloce, i modellini dei miei amici e di mio fratello mi sorpassavano sempre. Non accettando di perdere, ricomposi la Pajero con delle parti ideate per un altro tipo di modellino che si chiamava Grasshopper. Sciolsi il carrello di plastica con il saldatore e completai la ricostruzione senza nemmeno rendermi conto di aspirare una sostanza velenosa chiuso nella mia stanza. Ero contentissimo che le parti fossero compatibili con il mio modellino, o almeno pensai che lo fossero, perchè alla fine ci fu un un nuovo problema. Visto che avevo usato le parti di un'altra macchina, la carrozzeria si inclinava di circa 10 gradi, ma tenni forte e gareggiai sostenendo che per un modellino fosse più importante la qualità elastica. Nonostante ciò, persi di nuovo. Malgrado la doppia batosta, non mi tirai indietro e presi un motore potente che si chiamava "Black Motor Angels" e lo attaccai alla Pajero. In una gara annunciai la mia vittoria dicendo che non avrei perso, ma il motore era troppo potente e la Pajero cominciò a fumare. Arrivo cosi la fine della Pajero. Da quella volta l'ho sempre lasciata in camera come soprammobile. Mi ricordo che mi pentii di avere ricomposto la mia pajero con le parti Grasshopper.

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